Ho mascherato il vuoto con una foglia, la mia livrea, ne aggiungo ancora una e una ancora.Fotogrammi della mia immagine, come lampi di luce nella notte, proiettati dai finestrini di un treno.
Regista di questo compromesso, faccio appello alla narrazione, e racconto storie … mi perdo.
Occupo il presente con nobili pensieri e studio l’ impronunciabile adesso,
faccio, e poi ascolto.
Intono una melodia per enunciare il mio nome, così che cadano le foglie ... ascolto per cogliere il frutto della vita.
Vincenzo Giuliani
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